14 ottobre 2018

MERCATO DELL’ARTE O ARTE DEL MERCATO?

La domanda si fa sempre più insistente oggi, dopo la notizia del quadro di Bansky, rivalutato, nella vendita all’asta di Sotheby’s a Londra, nel momento stesso in cui l’artista aveva organizzato l’autodistruzione dell’opera.

“The Balloon Girl”  di Bansky era comparsa sul muro di un negozio dell’est di Londra nel 2002. E’ stata successivamente rimossa nel 2014 per essere poi venduta a 500.000 sterline.

Come sia finita su carta e inserita in una cornice che non era visibilmente “normale” è tutto da chiarire. I Writer sono artisti che contestano la società e il mercato, e si rivolgono alle persone comuni occupando spazi e oggetti cittadini non trasportabili. Ci si chiede allora perché alcuni di essi producano quadri ed espongano alle mostre? ( ricordo le dichiarazioni contraddittorie che l’evento di Bologna del 2016 ha generato a questo riguardo) Possiamo parlare di debolezza degli artisti che cedono al mercato, oppure è la violenza  del mercato che si appropria  delle creazioni artistiche sfruttando l’anonimato degli autori? O magari è proprio il mercato a creare artisti immaginari utilizzando i media ?

Chi è Bansky? Un furbo, un artista scornato, un genio, un prodotto dei media? La performance di Londra rende sempre più nebulosa e incerta la risposta a questi quesiti.

Girando per le strade mi soffermo spesso ad osservare i graffiti, e devo dire che in linea di massima condivido la scelta degli Street Artists di voler comunicare con il pubblico normale, affrontando un percorso di massificazione simile a quello generato da internet. E posso sentirmi anche in qualche modo vicina al loro intento di deridere  e rifiutare un mondo che sempre di più rivela disumanità ed idiozia. Non sempre però riesco ad apprezzare il loro linguaggio. Mi sembra il loro un modo di dipingere talmente spontaneista da risultare ormai superato, accompagnato per di più  da una tecnica a dir poco artigianale ( mi riferisco al pencil). Certo, piuttosto di vedere tanto grigiore e trascuratezza è meglio godersi una bella superficie colorata che ti vuole dire qualcosa, ma trovo che la borghesia abbia arredato gli spazi pubblici con immagini serigrafiche che superano spesso per espressività e capacità persuasiva quelle dei writer. A parte naturalmente i contenuti.

Quali artisti difendere oggi? L’intreccio tra arte e mercato è talmente raffinata e complessa da lasciarci tutti sconcertati.

In particolare ciò che rattrista è la constatazione di come non ci sia più spazio per la Creatività Pura, perché non c’è più spazio né considerazione per il valore dell’uomo e della  sua diversità: di cultura, idee e azioni. Possono resistere solo quegli spiriti liberi sufficientemente abili da intrecciare affari con i potenti e sufficientemente ricchi da potersi autofinanziare. ( In questo senso Christo è uno che ci è riuscito)

Nella storia dell’arte ci sono molti secoli bui, che non hanno lasciato tracce evidenti. Probabilmente anche il nostro verrà annoverato tra questi dai nostri seguaci, che  quasi sicuramente cacceranno nel dimenticatoio i nomi e gli eventi che il mercato sta inventando. E, a questo punto spero proprio che sia così e che uomini nuovi distruggano le nostre opere come ha fatto Bansky con la sua.